Il martedì al Monoprix
Questioni di famiglia

La Palestra del Teatro

di Emmanuel Darley
traduzione, adattamento e regia Raffaella Morelli
con Enzo Curcurù
scene Romualdo Moretti
costumi Giovanna Napolitano
luci Daniela Bestetti
trucco e parrucco Eugenio Prezioso
produzione CrAnPi

 

Da qualche tempo, ogni martedì, Marie-Pierre si occupa di suo padre. Passa la giornata con lui. Gli fa le pulizie, gli stira i vestiti. Parlano un po’, di tutto, di niente. Di oggi, di ieri. Di prima. Di Chantal, la madre, che ormai non c’è più. Di Jean-Pierre anche. Parlano e poi escono. Fanno la loro solita passeggiata. Ma soprattutto, il martedì, Marie-Pierre e suo padre vanno al Monoprix.

Fanno acquisti per la settimana. Di che nutrire il padre fino al martedì seguente. Vanno da un reparto all’altro. Marie-Pierre spinge la spesa nel carrello di plastica. Hanno le loro piccole abitudini. Quando hanno finito fanno la coda e passano in cassa.

Li conoscono qui. Li guardano tutti.

Guardano Marie-Pierre, soprattutto. È bella, Marie-Pierre. È alta. Non si vede che lei. Tutti gli sguardi si girano quando fa la spesa con suo padre il martedì mattina al Monoprix.

Marie-Pierre, prima, si chiamava Jean-Pierre.

 

Il 23 ottobre 2010, in un teatrino di Parigi, Le Théâtre Ouvert, ho assistito a Le Mardi à Monoprix. Mi ricordo di essere uscita dalla sala sconvolta. Il testo bellissimo di Emmanuel Darley aveva dato corpo a dei personaggi e a una storia dove, sul filo dell’incomunicabilità, si snodavano una serie di tematiche e di rimandi capaci di toccare le corde più sensibili dell’animo umano. Mi ricordo che qualche giorno dopo decisi di tradurre il testo e di portarlo in scena a Roma.

In questa pièce, il tema della transessualità si pone come un pretesto per parlare, più in generale, della non-accettazione della Diversità.

Un confronto/scontro dove, malgrado tutto l’amore di una figlia/figlio, il padre non vuole e non può accettare una condizione umana troppo lontana dal suo modo di pensare e di vedere la vita.

Marie-Pierre tenta disperatamente di tessere una relazione con suo padre e con il mondo esterno, ma da ogni parte le giungono rifiuti. Il mondo non è aperto alla sua esistenza. Ma anche il padre, chiuso nel suo ruolo di personaggio antico e quasi estinto, soffre. Una sofferenza sorda che non si placa e non si lenisce neanche con le strillate e i silenzi. Sono muro a muro, chiusi in due ruoli distinti e separati. Davanti a noi Marie-Pierre e il padre si affrontano, si scontrano, si parlano, si perdono, si cercano, si fuggono e si inseguono, sino al tragico epilogo finale.

Raffaella Morelli

Durata: 70 minuti senza intervallo


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