Lo zoo di vetro

Sacre Famiglie

di Tennessee Williams
traduzione di Gerardo Guerrieri 
regia, musiche e luci Rajeev Badhan 
con Giuseppina Turra, Elena Strada, Ruggero Franceschini, Diego Facciotti 
animazioni Emanuele Kabu 
consulenza drammaturgica Franco Lonati
costumi Alice Gazzi
scene Rajeev Badhan, Elena Strada
maschere Luca Antonini 
produzione Slowmachine
con il sostegno di Fondazione Teatri delle Dolomiti, Fondazione Cariverona, Funder35

“Lo zoo di vetro” viene presentato per gentile concessione de la University of the South, Sewanee, Tennessee.

Opera di rara delicatezza poetica, di simbolica visionarietà e d’innovazione letteraria, Lo zoo di vetro presenta, come rinchiusi in un serraglio delicatissimo, ma d’infrangibile sostanza, quattro “personaggi della memoria”: l’inquieto Tom, simbolico alter ego di Tennessee Williams, sua sorella Laura, una ragazza timida e dolente, la madre Amanda - energica, tenera ed eccessiva al tempo stesso nel rapporto coi figli - e Jim, un collega di Tom, giovanotto in visita o forse “quel qualcosa da lungo atteso ma sempre rinviato per il quale viviamo”. Lo zoo di vetro è un dramma dalle fortissime connotazioni autobiografiche, che all’interno di un nucleo familiare in bilico tra disperazione e speranza tocca svariati temi, dalla solitudine alla diversità, dalla frustrazione alla bellezza e all’amore, dallo scontro generazionale alle aspettative mancate e a quelle ancora attese. La compagnia Slowmachine, giovane e già affermata realtà teatrale guidata dalla bresciana Elena Strada e dal regista Rajeev Badhan, dà nuova vita a questo classico contemporaneo, con il contributo di un’attrice di grande bravura come Giuseppina Turra. Un allestimento originale che attraverso l’uso di videoproiezioni trasporta lo spettatore all’interno dell’universo soggettivo dei personaggi, nello spazio fragile e sospeso dei ricordi e della fantasia.

Teatro Mina Mezzadri Santa Chiara - Brescia