Una ragazza lasciata a metà

La Palestra del Teatro

di Eimear Mcbride
traduzione Riccardo Duranti
regia ed elaborazione drammaturgica Elena Arvigo
con Elena Arvigo
allestimento Alessandro Di Cola 
disegno luci Manuel Molinu 
assistente alla regia Tullia Attinà 
produzione Santarita Teatro

Una ragazza lasciata a metà è la storia della vita violenta di una giovane donna, narrata in prima persona. Una storia di umiliazioni e disagio, raccontata in un linguaggio sincopato e dolente, che costringe chi ascolta a un vertiginoso tuffo dentro la pericolosa sintassi dell’emozione. Un’immersione in un oceano di dolore e rabbia, un viaggio intimo nei ricordi taglienti, nei pensieri e nella sensibilità caotica di un’anima vulnerabile e sola, nella forma di un disperato dialogo a distanza con un fratello sfortunato e amatissimo, al cui affetto la ragazza si aggrappa come un’ancora di salvezza in un mondo brutale e feroce. Due fratelli che sono i due poli di una galassia familiare sospesa tra salvezza e perdizione: lui reduce da uno spietato tumore al cervello che l’ha lasciato segnato nel corpo e nelle relazioni, lei vittima di una continua violenza tra le mura domestiche, che approda a una fuga autodistruttiva in una sessualità compulsiva. La giovane e bravissima Elena Arvigo offre una interpretazione toccante, viscerale, struggente. Uno spettacolo che è un pugno nello stomaco, e al tempo stesso un inno dolente all’umanità che cova anche sotto la cenere di chi sembra vinto dalla vita e dalla sua durezza.

“Uno degli spettacoli più belli e commoventi degli ultimi dieci anni.” Franco Cordelli, Corriere della Sera