Il rumore del silenzio

Oltre l'Abbonamento

testo e regia Renato Sarti
con Laura Curino e Renato Sarti
musiche originali Carlo Boccadoro
produzione Teatro della Cooperativa
in collaborazione con Associazione Familiari Strage di Piazza Fontana e Licia, Claudia e Silvia Pinelli

 

Il 12 dicembre del 1969, alle 16 e 37, nella Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano esplose una bomba che causò la morte di 17 persone e ne ferì 88.
Si cercò di far ricadere la responsabilità sui gruppi anarchici, si indicò Pietro Valpreda come “il mostro” della strage, anche se gli ideatori e gli autori erano da individuare nei gruppi neofascisti di Ordine Nuovo e in alcuni settori deviati degli apparati dello Stato.
In seguito ai primi arresti, il 15 dicembre l’anarchico Giuseppe Pinelli morì precipitando dalla finestra di un ufficio situato al quarto piano della Questura di Milano.
Ricordare a cinquant’anni di distanza il tentativo della destra eversiva di imporre attraverso le bombe la legge del caos è un atto doveroso nei confronti delle vittime delle stragi e dei loro familiari.
Altrettanto importante è però ricordare i funerali di piazza Fontana: quel giorno, centinaia di migliaia di persone confluirono in Piazza Duomo per rendere omaggio, ma anche per vigilare e presidiare. E sembrò che lanciassero al mondo politico un silente e inequivocabile monito: fu probabilmente “il rumore del silenzio” di quella marea umana a salvare la democrazia, a impedire derive più sanguinose ed atroci.
Renato Sarti si farà tramite del dolore dei parenti di chi perse la vita nella strage e delle tradizioni del mondo rurale da cui provenivano: il lavoro, la fatica, l’attaccamento alla terra, alla famiglia e a quella Patria alla quale, come soldati, molti avevano dato un contributo di sofferenza durante la Guerre Mondiali.
Laura Curino, grande interprete del teatro di narrazione, darà voce a Licia Rognini, moglie di Giuseppe Pinelli, uomo simbolo della tradizione anarchica libertaria che nel 2009 fu riconosciuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come diciottesima vittima della strage.
Uno spettacolo per provare a combattere l’oblio della memoria storica, attraverso le parole civili ed umane del teatro.

Lo spettacolo fa parte del Progetto MI50/BS45

Teatro Sociale