Nel nome del padre

Brescia Contemporanea

di Luigi Lunari
regia e scene Alfio Scuderi
con Paolo Briguglia, Silvia Ajelli
scultura di Marcello Chiarenza
aiuto regista Valentina Enea
produzione Teatro Biondo di Palermo

 

Due giovani si ritrovano in un luogo misterioso – uno spazio anonimo, indefinito, forse un luogo della mente, una strana anticamera in cui si aspetta qualcosa – che assomiglia ad una specie di purgatorio, dove dovranno liberarsi dai loro drammatici ricordi per approdare a una meritata pace eterna. Rosemary e Aldo provengono dai poli opposti della società: sono figli di due importanti uomini politici, storicamente esistiti, di contrapposte posizioni ideologiche.

Due storie vissute in due paesi lontani, due padri ingombranti alle loro spalle: lei è figlia di un uomo potentissimo, un vero e proprio protagonista del mondo del potere e del danaro; lui è il figlio di un povero rivoluzionario, per lungo tempo esule dalla sua patria, che ha lottato per sconfiggere quel mondo ed imporre una nuova eguaglianza tra gli uomini. Diciamo pure “un capitalista” e “un comunista”. Entrambi i figli hanno pagato un durissimo prezzo alla personalità e alle ambizioni – pur così diverse – dei loro padri, dai quali sono rimasti irrimediabilmente sovrastati. Un dramma al tempo stesso intimo e civile, scritto con sapienza e sensibilità da un maestro del teatro come Luigi Lunari, che si sviluppa intorno al serrato dialogo di due giovani fragili, schiacciati dalle ingombranti figure dei rispettivi genitori.

Una delicata storia sull’incontro emotivo di due esistenze spezzate, che confrontandosi con sincerità in uno spazio sospeso tra vita e morte sapranno intraprendere un percorso liberatorio verso se stessi e il loro passato.

Durata: 1 ora e 20 minuti senza intervallo

Teatro Mina Mezzadri