Racconto d’estate

Produzioni CTBLa Palestra del Teatro

di Fabrizio Sinisi
regia Claudio Autelli
scene e costumi Maria Paola di Francesco
sound design Gianluca Agostini
con PierGiuseppe Di Tanno, Giovanni Franzoni, Roberta Lanave, Mariangeles Torres 
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Franco Parenti
si ringrazia Associazione Culturale LAB 121 per la collaborazione

 

Un’attrice che ha sacrificato la carriera per via della nascita del suo unico figlio. Suo marito, un insegnante di scuola caduto in una crisi senza uscita. Una ragazza ricca morbosamente interessata alla vita dei bassifondi. Infine un ragazzo androgino che si prostituisce in un piccolo night-club in uno dei quartieri più esclusivi della città. In una Madrid notturna e surreale questi quattro personaggi si cercano, si toccano, s’incrociano, si feriscono – a volte vicini fino a sanguinare, a volte separati da una distanza siderale. Il centro buio e inafferrabile della vicenda è la scomparsa di Luis: figlio, amico, amante, ragazzo d’incredibile bellezza, di cui da anni non si ricevono più notizie. Insieme noir e favola nera, tragedia e melò, Racconto d’estate disegna in modo totalmente inedito quel diagramma impossibile che è la famiglia: il conflitto generazionale diventa il luogo in cui si ritrovano, condensati, i nuclei brucianti dell’esistenza e i rovesciamenti della storia. Il rapporto inesauribile tra genitori e figli diventa quindi l’asse di una tensione ad altissimo voltaggio, un processo incrociato che mette in scena l’anelito verso una novità perenne e irraggiungibile e la corsa impossibile verso la maturità, il compimento, il destino. Una moderna riflessione sui temi dell’identità e del genere, della giovinezza e della maturità, dell’erotismo e della bellezza: un dramma sugli enigmi che il desiderio pone a ogni filosofia e visione del mondo. Fabrizio Sinisi – uno tra gli autori più importanti della nuova drammaturgia italiana ed europea – compone una sinfonia familiare lirica e commovente di cui Claudio Autelli, regista tra i più sensibili ed innovativi del panorama nazionale, cura la messinscena. Come in un rovesciamento dell’Edipo Re, si dipana sotto i nostri occhi una tragedia contemporanea che ha come centro la domanda ben espressa da Jacques Lacan: “Qual è dunque questa verità senza la quale non è più possibile distinguere il viso dalla maschera?”.

Tutti i personaggi del testo di Sinisi sono mossi da un senso di mancanza, di desiderio per qualcosa al di fuori di loro stessi. Il tema dell’identità è al centro della pièce. L’identità come tensione, come recupero, come ricomposizione, come definizione del sé. L’autore compone uno spartito in cui questi “frammenti d’identità” suonano le loro note dolenti. Assistiamo a un vero e proprio canto che racconta lo smarrimento di un senso di unità perduto.

Claudio Autelli


 

Teatro Mina Mezzadri