Ritratto di donna araba che guarda il mare

La Palestra del Teatro

di Davide Carnevali
regia Claudio Autelli
con Alice Conti, Michele Di Giacomo, Francesco Meola e Noemi Bresciani
scene e costumi Maria Paola Di Francesco
suono Gianluca Agostini
luci Marco D'Andrea
assistente alla regia Marco Fragnelli
produzione Lab121
in coproduzione con Riccione Teatro con il sostegno di Next/laboratorio delle Idee
in collaborazione con Teatro San Teodoro Cantù
testo vincitore del 52° Premio Riccione per il Teatro

Ritratto di donna araba che guarda il mare è un lavoro sulla condizione della donna e sul potere dell'uomo, una riflessione sulla incapacità o non volontà di approfondire la conoscenza dell’estraneo e indagare nelle differenze culturali e linguistiche. Un testo fortemente allegorico, in cui l'uomo europeo e la donna araba portano con sé i valori di culture e popoli differenti, affacciati sul Mediterraneo, ma per sensibilità profondamente lontani tra loro. Un turista occidentale, in una città senza nome del Nord Africa, incontra una sera al tramonto davanti al mare una giovane donna. Questa istantanea è il principio della storia tra i due. Attraverso il susseguirsi degli incontri tra le strade della vecchia città, in una atmosfera di sospensione temporale, si consuma un dialogo impossibile, una lotta verbale che genera distanza e alimenta incomprensioni, all’insegna di una parola sempre sfuggente, precaria, ambivalente che tenta di farsi ponte tra culture tra loro lontane. Lo spazio crea un alfabeto originale dove far risuonare in tutta la sua ambiguità la storia tra l'uomo e la donna, tra l'uomo e la gente della città vecchia. Proprio la città è la piattaforma sulla quale costruire il gioco tra i personaggi, dentro la quale l'europeo intraprenderà un viaggio che lo costringerà a ingaggiare un difficile corpo a corpo con la propria coscienza.