Il mare in tasca

Impronte Teatrali

di e con César Brie

ll testo, scritto, diretto e interpretato da César Brie, racconta un episodio apparentemente surreale: la scena è aperta e un uomo è sdraiato nel suo letto, parla nel sonno, sta sognando un episodio biblico: SimonPietro che rinnega Gesù, facendo avverare il presagio che quest’ultimo gli aveva anticipato. Si tratta solo di un incubo per fortuna, ma qualcosa è cambiato e l’uomo lo realizza subito appena si sveglia e si alza: ha indosso la tonaca di un prete. Ma l’uomo è un attore e non crede neanche in Dio (“Dio per vendicarsi farà resuscitare Frankenstein e Lenin!”), eppure sente forte e chiara una voce, che pensa sia quella della sua coscienza, ma che si rivela essere invece quella divina a cui non ha mai creduto, con cui instaura un dialogo paradossale,
ironico e divertente. César Brie, in una scena piena di oggetti, porta gli spettatori a percorrere una strada impervia, apparentemente confusa, ma costellata di azioni e sensazioni che sanno di vita, di famiglia, di passioni, con uno scopo ben preciso. L’uomo attore è pieno di verità, si modella secondo il suo esserci nel momento presente, di sapersi adattare ad ogni ostacolo. L’attore è essere umano, l’attore è in ognuno di noi.