La casa nova

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di Carlo Goldoni
regia Giuseppe Emiliani
con Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli,Lucia Schierano
e con gli attori della compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto: Simone Babetto, Andrea Bellacicco, Maria Celeste Carobene, Eleonora Panizzo, Cristiano Parolin, Filippo Quezel, Federica Chiara Serpe, Leonardo Tosini
scene e scenografia virtuale Federico Cautero
per 4DODO
costumi Stefano Nicolao per Costumi Atelier Nicolao
luci Enrico Berardi
musiche Leonardo Tosini
produzione Teatro Stabile del Veneto

“In tre zorni e in tre notti ho butà zo La casa nova”: tre soli giorni bastarono a Goldoni per scrivere un capolavoro, caratterizzato da una straordinaria vivacità di dialoghi e da un ritmo sempre più incalzante fino a diventare vertiginoso. C'è un gran movimento, un andirivieni parossistico ne La casa nova: intorno alle dinamiche di un trasloco l’autore innesca una macchina teatrale perfetta, che mette in luce le smanie di arrivismo di una borghesia alla ricerca di un prestigio nobiliare che non le appartiene. I temi della dissipazione e dell’ipocrisia sociale si fondono con l’orgoglio fatuo di una classe che ha perso ogni autocontrollo, ormai schiava dell’apparire e smaniosa di ostentazione. Protagonisti della vicenda sono Anzoletto e Cecilia, novelli sposi alle prese con un oneroso trasloco. Cecilia è capricciosa, arrivista, amante del lusso. Anzoletto è debole, incapace di opporsi alle pretese della consorte. Intorno ai due è un roteare vorticoso di personaggi: l’esplosiva serva Lucietta, Meneghina - l’invidiosa sorella di Anzoletto, garruli scrocconi e nobili spiantati, il capomastro Sgualdo, Checca e Rosina, due sorelle curiose e pettegole…

Un turbine di frenetici e confusi intrecci che scioglierà il saggio Cristofolo, il parente ricco, laborioso e dai sani principi. Sarà lui a convincere gli sposi ad abbandonare la nuova casa, troppo grande e costosa. Ma sarà lieto fine? La Casa nova è tra le commedie più brillanti e acute di Goldoni, e tra quelle a lui più care: “Credo che mi sia lecito di preferirla a molt’altre, e di collocarla nel numero delle mie dilette”.

Durata: 2 ore compreso intervallo

Teatro Sociale