Piccolo canto di resurrezione

Impronte Teatrali

di e con Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo, Ilaria Pezzera, Swewa Schneider
produzione I Teatri del Sacro, Ass. Musicali si cresce


"La Loba è vecchia. È una donna di due milioni di anni. Vive in un luogo sperduto che tutti conoscono, ma pochi hanno visto. Raccoglie le ossa, quelle che corrono il pericolo di andare perdute." È custode di quanto sta morendo e di quanto è già morto. La sua figura ancestrale di donna selvatica fa da confine e tramite tra ciò che è vivo e ciò che è morto, tra ciò che è desueto e ciò che anela alla Resurrezione. La Loba canta gli inni della creazione, rimette in gioco vite, mondi, storie. La Loba è detentrice della memoria. È narratrice. La Loba con il suo canto restituisce la vita, trasfigurata in qualcosa di nuovo. Qual è la nostra personale resurrezione? Di quali rituali abbiamo bisogno oggi? Che cosa abbiamo sepolto e cosa vogliamo ricomporre, liberare? Quante volte possiamo morire per poi rinascere? In scena cinque donne, cinque voci tentano di rispondere a queste domande. Come la Loba raccontano storie di vite che anelano al cambiamento, al riscatto, alla guarigione e alla Resurrezione. Storie dal sapore acre, a volte tragicomico e dal ritmo variegato. Cinque voci diverse che si fondono in un unico affresco di racconti cantati e canti musicati. Voci che si fanno invettiva, poesia, preghiera e che si innalzano in canto polifonico.

Auditorium Celesti - Desenzano