La banalità del male

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autore Hannah Arendt
adattamento di Paola Bigatto
con Paola Bigatto
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano

11 aprile 1961: in un’aula del Tribunale di Gerusalemme ha inizio il processo a Otto Adolf Eichmann, il tenente colonnello delle SS che durante il nazismo si occupò dell’organizzazione logistica dello sterminio degli ebrei. Hannah Arendt segue le 114 udienze del processo come inviata del “The New Yorker”, rimanendo profondamente colpita dall’ordinarietà di questo piccolo burocrate, che asseriva di aver semplicemente obbedito agli ordini. Sulla scorta del magma di riflessioni ed emozioni suscitate dal dibattimento, nel 1963 dà alle stampe La banalità del male. Il saggio suscitò enormi polemiche, sia per la critica alla conduzione stessa del processo, sia per il tono e il linguaggio usato dalla filosofa, spesso duro, appassionato, sarcastico. Paola Bigatto, attrice e drammaturga formatasi alla scuola di Luca Ronconi e Renata Molinari, immagina che la Arendt - professoressa di filosofia politica all’università di Chicago - provocata dalle polemiche che l'hanno investita, improvvisi ai suoi studenti una lezione inconsueta, ricca di riflessioni filosofiche e contenuti storici sulla nascita del nazismo, le modalità dell’Olocausto, i processi di Norimberga... Attraverso il lucido e acuto pensiero critico di Hannah Arendt Paola Bigatto costruisce uno spettacolo che è un appassionato invito alla responsabilità personale e alla capacità di giudizio etico cui tutti siamo chiamati, per non farci complici della banalità del male.

Teatro Mina Mezzadri Santa Chiara - Brescia


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