di Aristofane
traduzione Olimpia Imperio
regia Giorgio Barberio Corsetti 
con Salvo Ficarra e Valentino Picone 
scene Massimo Troncanetti 
costumi Francesco Esposito
musiche eseguite in scena Seiottavi 
produzione Inda-Istituto Nazionale del Dramma Antico
riallestimento Teatro Biondo Palermo, Teatro Stabile di Napoli, Fattore K

Prendere il testo di Aristofane, un vecchio magnifico pezzo d’argenteria teatrale, e lucidarlo fino a farlo splendere nuovamente, come se fosse appena forgiato. Il senso della scommessa è tutto qui. Per ottenere questo risultato, la prima condizione è disporre di una coppia di attori comici di assoluta eccellenza. Ficarra e Picone, dunque: ovvero il duo italiano di più autentico talento nel campo dell’umorismo degli ultimi anni, guidati dall’autorevole regia di Giorgio Barberio Corsetti. Sono loro i protagonisti di un allestimento che ha conquistato e pubblico e critica al Teatro greco di Siracusa nella stagione dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Dioniso, il Dio del teatro, si reca con il servo Xantia nell’Oltretomba per riportare alla vita Euripide e salvare la tragedia, in grave decadenza. Ma questi è impegnato in un furioso litigio con Eschilo per stabilire chi dei due sia il più grande. Dioniso si fa giudice e, scegliendo di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali, finisce per dare la palma della vittoria ad Eschilo, che dovrà salvare Atene dalla situazione disastrosa in cui si trova. Eschilo accetta di tornare tra i vivi lasciando a Sofocle il trono alla destra di Plutone, a patto che non lo ceda mai e poi mai a Euripide. La rocambolesca traversata di Dioniso e Xantia diventa un viaggio nelle rovine di una civiltà, dove il vivere comune è diventato letteralmente un Inferno. Su cui ridere molto, ma anche riflettere.

Teatro Sociale - Brescia


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