drammaturgia e regia Angelo Facchetti
con Alessandro Mor e Alessandro Quattro
scenografie Giuseppe Luzzi
disegno Luci Stefano Mazzanti
scenotecnica Alessandro Calabrese
aiuto regia Gianni Rossi
consulenza filosofica Silvia Mazzini
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Telaio

La sera del 22 giugno 1938 l'incontro di boxe tra il tedesco Max Schmelling e l'americano Joe Louis assurge ad emblema della lotta tra il nazismo in ascesa e la democrazia occidentale. La giovane democrazia statunitense, che poggia su antiche contraddizioni sociali e un diffuso razzismo, si contrappone al regime di Hitler e alla propaganda di Goebbels. Lo scontro sul ring tra i due campioni sportivi assume nell’immaginario collettivo i contorni di una lotta tra civiltà. Lo spettacolo si avvale della bravura di due interpreti come Alessandro Mor e Alessandro Quattro per raccontare, a partire dall’affascinante mondo della boxe di inizio secolo, come un evento sportivo possa essere manipolato, enfatizzato e strumentalizzato a fini propagandistici.

I due narratori ripropongono sulla scena la ridda di informazioni, commenti ed opinioni che hanno accompagnato l'ascesa e la caduta dei due rivali fuori e dentro il ring. L'incredibile quantità di notizie che accompagna l'incontro prima e dopo il suo svolgimento produce una tale massa di parole da lasciare frastornato lo spettatore: i fatti realmente accaduti e i protagonisti stessi dell’evento perdono di spessore e realtà, diventano contradditori e opachi, poiché tutto è narrato e descritto dai mezzi di informazione e propaganda con la funzione di trascinare il pubblico verso la propria fazione. L’epica stessa del pugilato è travolta da fini che non hanno niente a che fare con l’evento sportivo: le scommesse, il malaffare, gli interessi politici dell'una e dell'altra parte…

In questo frastornante circo mediatico l'unico elemento di verità e limpidezza rimane l'amicizia tra i due pugili: due combattenti, rivali sul ring ma anche due uomini che sapranno sorprendentemente superare tutte le barriere costruite attorno alla loro vicenda per incontrarsi e aiutarsi nel momento del bisogno, nella vita reale, ad anni di distanza da quei giorni così gloriosi e nefasti.

Durata: 60 minuti senza intervallo

Teatro Mina Mezzadri