RiCreazione. Teatro in Dad per la scuola

Centro Teatrale Bresciano

RiCreazione. Teatro in Dad per la scuola è una piccola rassegna di teatro virtuale con cui il Centro Teatrale Bresciano intende offrire agli insegnanti, agli studenti e a tutti i giovani appassionati di teatro contenuti di alto profilo culturale che possano risultare utili e, soprattutto, coinvolgenti in questa difficile fase di didattica a distanza, per continuare a riflettere ed emozionarsi attraverso l’arte teatrale.
Ci sentiamo vicini a tutti i ragazzi, e ai loro insegnanti, che ogni sera affollano le nostre sale e che in questi mesi non hanno potuto assistere ai nostri spettacoli. Con questi contenuti che mettiamo a disposizione vogliamo contribuire a mantenere con loro un dialogo, seppur in forma virtuale, per non dimenticare la passione per il teatro, per stimolare in loro la voglia di ritornare insieme agli artisti, alle loro parole, alla musica, alla scena, in un luogo dove, con l’emozione, si costruisce il futuro.

Abbiamo individuato tre produzioni CTB realizzate negli ultimi anni, molto amate dal pubblico, di cui vi proponiamo i video integrali introdotti di volta in volta da esperti di rilievo nazionale che offrono un approfondimento critico dell’opera in programma.
Il primo appuntamento vede la straordinaria coppia di artisti Elena Bucci e Marco Sgrosso, sul palco insieme a una importante compagnia di attori, protagonista de La locandiera, capolavoro goldoniano allestito dal CTB nel 2010 e molto apprezzato dal pubblico, disponibile online da martedì 9 febbraio. Piermario Vescovo, Ordinario di Storia del Teatro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, presenta il testo.
Online dal 16 febbraio, Antigone, ovvero una strategia del rito, spettacolo che abbiamo realizzato nel 2012, con Elena Bucci e Marco Sgrosso e un cast straordinario, che rilegge il mito in chiave contemporanea. Introduce Maria Pia Pattoni, Ordinario di Letteratura Greca all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Infine, una produzione del 2019 con Lella Costa, diretta da Gabriele Vacis, La parola giusta, spettacolo che ripercorre i tragici avvenimenti che hanno segnato l’Italia repubblicana negli anni ‘70, disponibile da martedì 23 febbraio. Marco Archetti, autore del testo.

I contenuti saranno caricati a partire dalle ore 8 del giorno indicato a calendario e rimarranno fruibili per una settimana.

Coordinamento Lucia Mor - Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia

La locandiera

di Carlo Goldoni, progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso, regia di Elena Bucci, con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Gaetano Colella, Nicoletta Fabbri, Roberto Marinelli. Disegno luci di Maurizio Viani, suono Raffaele Bassetti

Introduce Piermario Vescovo, ordinario di Storia del Teatro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

In quella che Goldoni stesso definisce “la più morale, la più utile, la più istruttiva” tra le sue commedie, tutti i personaggi sembrano alla ricerca di un atto miracoloso - amore, matrimonio, accomodamento - che sia antidoto all’angoscia e che risolva pavidità e sogni infranti. Facendo leva sulla spettacolarità di un intreccio ad orologeria che innesca una vivace guerra dei sessi, condita da una minuziosa analisi dei comportamenti e dei caratteri e da una feroce ironia sui contrasti sociali e sul mutare di tempi e convenienze, Elena Bucci e Marco Sgrosso offrono una lettura divertentissima ed illuminante del capolavoro goldoniano, che apre a inaspettati orizzonti di inquietudini, consapevolezze e speranze di folgorante attualità.

Durata intervento: 17 minuti
Durata spettacolo: 1ora e 53 minuti

Antigone, ovvero una strategia del rito

da Sofocle, progetto ed elaborazione drammaturgica Elena Bucci e Marco Sgrosso, regia Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso, con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Nicoletta Fabbri, Filippo Pagotto, Gabriele Paolocà. Drammaturgia sonora Raffaele Bassetti e Elena Bucci, disegno luci Maurizio Viani, suono e sensori Raffaele Bassetti, direzione tecnica Giovanni Macis, luci Davide Cavandoli, costumi Nomadea e Marta Benini

Introduce Maria Pia Pattoni, Ordinario di Letteratura Greca all’Università Cattolica del Sacro Cuore

La grande tragedia di Sofocle viene riletta da Bucci e Sgrosso in un tentativo di ritrovare le fonti di un pensiero etico e politico che pare sbiadirsi di giorno in giorno e di tornare a riflettere sul mito come strategia di condivisione che unisce e crea una comunità. Attraverso la relazione tra movimento e danza, suono cantato e parlato, maschera e volto, gli attori scivolano da un piano all'altro, da uno stile all'altro, in un’idea di drammaturgia non soltanto ‘testuale’ ma anche musicale e coreografica, per riscoprire nella storia di Antigone tutta la freschezza dei molti linguaggi a disposizione e la potenza di un pensiero caro e desueto: nessuno può togliere la libertà di pronunciare il no. Elena Bucci e Marco Sgrosso scavano nei personaggi e nel nucleo centrale della tragedia di Sofocle, facendo rivivere il grande mito della giovane Antigone attraverso una rilettura contemporanea intensa e suggestiva.

Durata intervento: 11 minuti
Durata spettacolo: 1ora e 20 minuti

La parola giusta

di Marco Archetti, con la collaborazione di Lella Costa e Gabriele Vacis, regia Gabriele Vacis, con Lella Costa. Scenofonia, luminismi e stile Roberto Tarasco

Introduce Marco Archetti, autore del testo

Uno spettacolo che ripercorre gli avvenimenti che hanno segnato l’Italia repubblicana negli anni dello stragismo: la lotta politica e l’eversione, le bombe e i depistaggi, ma anche la determinazione nel difendere i valori democratici e la ricerca tenace della verità politica e giudiziaria. Proprio a partire da due ferite ancora aperte, le stragi di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia, La parola giusta attraversa un periodo straordinariamente complesso e contraddittorio della nostra storia recente, intriso di grandi speranze e di laceranti tensioni umane, politiche e sociali. Il punto di vista è quello di una donna – interpretata dalla straordinaria Lella Costa – che per alcune coincidenze ha incrociato il suo destino personale con i fatti di Milano e di Brescia, e che dopo molto tempo sente l’esigenza di ritornare su quegli eventi e quegli anni, su ciò che ha sperato, sofferto e amato.

Durata intervento: 13 minuti
Durata spettacolo: 1 ora e 20 minuti


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