di e con Lucilla Giagnoni
collaborazione ai testi Maria Rosa Pantè
musiche Paolo Pizzimenti
luci e video Massimo Violato
assistente alla regia Daniela Falconi
produzione Centro Teatrale Bresciano, TPE - Teatro Piemonte Europa

Lucilla Giagnoni presenta il suo nuovo ed emozionante spettacolo che apre la “Trilogia della Generatività”. Dopo la Trilogia della Spiritualità e quella dedicata all’Umanità, l’autrice e interprete - tra le più grandi del teatro di narrazione - torna in scena con uno spettacolo interamente dedicato a Giacomo Leopardi, che continua il suo oramai ventennale percorso di scoperta e riflessione sui grandi temi del presente.
Le cose parlano. Si annunciano, testimoniano della loro presenza: “Guardate siamo qui.” E ci guardano, indipendentemente da come le guardiamo noi. Questa richiesta d’attenzione è il segno di un mondo infuso d’anima. James Hillman, Anima mundi
Ormai è certo che ogni evento mette in moto una catena di reazioni e risonanze che coinvolgono tutto il mondo. Si sapeva da tempo che se una farfalla batte le ali a Pechino scoppia un uragano in California.
Si sapeva, si diceva, ma nessuno l’aveva ancora veramente sperimentato.
Ora lo sappiamo, perché l’abbiamo vissuto.
Non c’è più tempo da perdere: il mondo è soggetto di un’immensa sofferenza e mostra sintomi acuti e clamorosi con i quali si difende dal collasso. Poiché ne siamo in larga misura responsabili, dobbiamo darci da fare per rimetterci in equilibrio col meccanismo che nutre la Vita: donne, uomini, animali, piante, batteri, virus e minerali, aria, acqua, terra e fuoco uniti dalla cura reciproca.
Servono grandi azioni politiche, ma soprattutto piccoli atti quotidiani: a partire dal notare le cose, da uno sguardo capace di vedere in ogni cosa la sua anima, uguale alla nostra, che sappia essere strumento per agire.
Sogno da sempre una scuola che per prima cosa educhi alla poesia: poesia dal greco Poièo che significa fare, produrre, generare. Educare alla capacità di incanto, di trasformazione e generazione. Insegnare ad accorgersi.
Leopardi poco prima di morire vede il Vesuvio eruttare ma la sua attenzione va su un fiore: la ginestra. La piccola pianta gli indica con estrema semplicità cosa si può davvero fare. Ancora giovanissimo, fu una siepe a espandere il suo sguardo verso interminati spazi e sovrumani silenzi.

Anima Mundi è interamente dedicato a Leopardi, il poeta che più intensamente ha sofferto il rapporto con la Natura e insieme partecipato all’Anima del Mondo.
Non usciremo dal labirinto con i nostri ormai sviluppatissimi saperi settoriali – temi di cui ho già parlato nei miei spettacoli
Magnificat e Furiosa-Mente – ma con la capacità quotidiana di allargare lo sguardo, partecipando consapevolmente a fare anima nel mondo.

Lucilla Giagnoni

Teatro Sociale


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