di Rajiv Joseph
traduzione Monica Capuani
regia Elio De Capitani
con Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro dell’Elfo

India, 1648. Dopo sedici anni di lavori condotti nella massima segretezza, il Taj Mahal è appena stato ultimato e all’alba sarà finalmente rivelato al mondo. Due soldati, Humayun e Babur, montano la guardia al monumento col preciso divieto di voltarsi a guardare l’opera, perché così è stato loro ordinato.
Se Humayun è puntigliosamente ligio al suo dovere di guardia imperiale, non abbassa mai la spada ed è sempre vigile e silenzioso, Babur scalpita sotto il giogo degli ordini impartiti dalla rigida disciplina militare, fantasticando ad alta voce sui suoi stravaganti progetti.

I due giovani sono amici fraterni fin dall’infanzia: Humayun si adopera per salvare Babur dalle sue intemperanze, Babur cerca di coinvolgere il compagno nei suoi voli fantastici, tra sogni di fuga verso luoghi lontani e mirabolanti invenzioni per raggiungere le stelle. Guardie al Taj ci racconta una storia di amicizia e complicità, che le vicende della grande Storia metteranno alla prova.

Una storia che ci parla anche di etica personale e di responsabilità di fronte al potere, davanti a un tiranno che fa tagliare le mani ai costruttori del maestoso Taj Mahal per avere la certezza che non potranno mai più costruire un’opera tanto bella. Presentato in forma di lettura scenica nell’edizione 2018 di Teatro Aperto, la nostra rassegna di drammaturgia contemporanea diretta da Elisabetta Pozzi, il testo è scritto da Rajiv Joseph, autore statunitense nato a Cleveland, figlio di genitori immigrati dall’India.
I suoi testi sono stati allestiti negli Stati Uniti e in tutto il mondo e il suo Una tigre del Bengala allo zoo di Baghdad, finalista al premio Pulitzer 2010, è andato in scena nel 2011 con Robin Williams nel ruolo del protagonista.

Il potente Guardie al Taj ha debuttato a Broadway nel 2015 e ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui l’Off Broadway Theatre Award come miglior nuova commedia americana. In questo nuovo allestimento, i bravissimi Enzo Curcurù e Alessandro Lussiana danno voce e corpo alla intensa storia di Humayun e Babur, diretti da un maestro della regia come Elio De Capitani.

Teatro Mina Mezzadri


soci fondatori
con il contributo di