Il Centro Teatrale Bresciano è spiacente di comunicare che, a causa di alcuni casi Covid-19 riscontrati nella compagnia, le recite in programma al Teatro Sociale dal 26 al 30 gennaio 2022 dello spettacolo I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni, adattamento Angela Demattè e Valter Malosti, regia Valter Malosti, non avranno luogo.

Sarà cura del Centro Teatrale Bresciano comunicare prossimamente agli abbonati e agli spettatori le date di riprogrammazione dello spettacolo all’interno della Stagione teatrale 2021-2022 del CTB E ti vengo a cercare.

Per informazioni:

030 2928617; info@centroteatralebresciano.it; www.centroteatralebresciano.it

 

di Carlo Goldoni
adattamento Angela Demattè e Valter Malosti
regia Valter Malosti
con Marco Foschi, Danilo Nigrelli, Marco Manchisi, Irene Petris, Alessandro Bressanello, Anna Gamba, Valerio Mazzucato, Camilla Nigro, Vittorio Camarota, Andrea Bellacicco
scene e luci Nicola Bovey
costumi Gianluca Sbicca
progetto sonoro G.U.P. Alcaro
cura del movimento Marco Angelilli
assistente alla regia Jacopo Squizzato                                                                            
produzione Teatro Stabile del Veneto, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione Teatro Nazionale

I due gemelli veneziani è una grande macchina di divertimento con un intreccio trascinante fatto di duelli, amori e disamori, fughe, prigioni, ritrovamenti, in cui svetta la magnifica invenzione dei gemelli identici ma totalmente opposti di carattere, uno sciocco e l’altro scaltro.
Questa commedia, che si colloca tra i testi più fortunati di Goldoni, è al tempo stesso anche una farsa nera e inquietante sulla famiglia, l’identità, l’amore e la morte.
I personaggi non sanno tenere a freno le proprie emozioni e i propri sentimenti, e questo alternativamente provoca il riso e fa sfiorar loro il dramma, con una vertiginosa, spericolata oscillazione di intrecci e registri che avrà un epilogo dolorosamente tragico per i protagonisti.

Che cosa ha sedotto Goldoni nel rielaborare un tema antichissimo e sin troppo frequentato, da Plauto in poi, come quello dei due gemelli e del doppio? Fu soprattutto un atto d’amore e fascinazione per i grandi attori della Commedia dell’Arte, per la loro grazia eversiva e tecnica magistrale, le loro mirabili doti d’improvvisazione e capacità di ricoprire ruoli multipli. Una tradizione secolare che andava spegnendosi, anche in forza della riforma goldoniana.
Ed ecco fiorire – proprio sul crinale sottile che separa a tradizione dalla sperimentazione – un testo scritto e pensato con e per gli attori di quella straordinaria scuola.
Nelle mani di Valter Malosti – regista tra i più sensibili alle contaminazioni tra grandi testi e a riletture innovative e contemporanee dei classici della scena – questa commedia diventa materiale esplosivo, in grado di aprire inedite prospettive e finestre sul nostro presente.


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