IL DELITTO DI VIA DELL’ORSINA
(L’affaire de la rue de Lourcine)

di Eugéne Labiche
con Massimo Dapporto, Antonello Fassari, Susanna Marcomeni, Andrea Soffiantini, Francesco Brandi
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah
produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Teatro della Toscana -  Teatro Nazionale

Un uomo si sveglia e si ritrova uno sconosciuto nel letto. Hanno entrambi una gran sete, le loro mani sono sporche, le tasche piene di carbone ma non sanno perché, non ricordano nulla della notte appena trascorsa. Lentamente, i due uomini tentano di ricostruire quanto accaduto, ma l’unica loro certezza è il ricordo di una festa di ex allievi del liceo cui hanno preso parte – degli accadimenti successivi nulla riaffiora alla loro mente. Da un giornale ritrovato in casa apprendono che una giovane carbonaia è morta proprio quella notte in via dell’Orsina: così, tra una serie di malintesi e bizzarri equivoci, si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso quell’efferato omicidio.

Con l’atto unico L’affaire de la rue de Lourcine il drammaturgo francese Eugène Marin Labiche costruisce una trama paradossale, beckettiana, che ha incontrato l’interesse di registi come Patrice Chereau e Klaus Michael Grüber.
Oggi, la regista Andrée Ruth Shammah porta in scena il suo adattamento dell’originale francese, che interpreta come “una grande sfida, un’opportunità per una regia sorprendente e una possibilità di dare vita a uno spettacolo leggero e divertente ma allo stesso tempo profondo”, in definitiva “una riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita”.
Profondamente diversi l’uno dall’altro, uno ricco, nobile, elegante e l’altro rozzo, volgare, proletario, i due personaggi creati da Labiche sono costretti a confrontarsi con quello che credono di aver commesso. A dar loro vita, due fuoriclasse della scena, Massimo Dapporto e Antonello Fassari.

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