di Henrik Ibsen
versione italiana e adattamento Fausto Paravidino
regia Rimas Tuminas
scene e costumi Adomas Jacovskis
musica Faustas Latènas, Giedrius Puskunigis, Jean Sibelius, Georges Bizet
disegno luci Fiammetta Baldiserri
con Andrea Jonasson, Gianluca Merolli, Fabio Sartor, Giancarlo Previati, Eleonora Panizzo
assistente alla regia Gabriele Tuminaite
assistente e interprete del team creativo Alina Frolenko
produzione TSV – Teatro Stabile del Veneto

Spettri rappresenta uno dei drammi più significativi di Henrik Ibsen, considerato una commedia sociale, o più propriamente, un dramma borghese – l’altra faccia del capolavoro Casa di bambola.

Come nei grandi miti della tragedia greca, qui si mescolano incesto, follia, verità terribili dopo anni di menzogna. L’ambientazione però è quella di un’allucinata campagna norvegese, resa grigia e stagnante, come l’animo dei personaggi, da una pioggia battente. Un luogo in cui il sole e il calore arrivano inutilmente e sempre troppo tardi.

Questa nuova versione del capolavoro del drammaturgo scandinavo adattata da Fausto Paravidino, diretta da Rimas Tuminas e interpretata da Andrea Jonasson e Gianluca Merolli insieme a un cast di bravissimi attori, si svolge nello spazio onirico della testa di Helene Alving che, anni dopo la storia narrata da Ibsen, è visitata dai fantasmi di quella stessa vicenda e, in un continuo flashback, continua a riviverla portando a galla vecchi peccati di famiglia.

Quello di Ibsen è un realismo che svela l’ipocrisia della morale borghese, fondata sul perbenismo e sulla religiosità di facciata. Le illusioni collassano ed emergono le crudeli verità, mentre l’immagine della famiglia ideale si frantuma rivelando ciascun membro per l’individuo libero qual è. Sola, Helene Alving resterà a custodire le falsità di quell’immagine, tentando di riscattare il passato.

In questo nuovo allestimento, in un continuo passaggio tra passato e presente, va in scena una moderna tragedia, in cui personaggi reali e fantasmi si fondono come in un sogno, perché gli “spettri” del passato riemergono continuamente.

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