da Carlo Goldoni
concerto teatrale con Mille e La Scapigliatura
ideazione e regia Paolo Bignamini
drammaturgia e aiuto regia Giulia Asselta
direzione musicale La Scapigliatura
scene e costumi Anusc Castiglioni
disegno luci Pietro Bailo
produzione Centro Teatrale Bresciano
con il sostegno del festival I libri sulla scena di Friburgo
progetto Classici e scena oggi a cura di Paola Ranzini – Institut Universitaire de France e Avignon Université
Nel mondo di Goldoni, dove la nuova classe borghese mette il lavoro al centro del suo sistema di valori, c’è ancora spazio per l’amore e per la passione? E di
che tipo di amore stiamo parlando?
Paolo Bignamini prova a rispondere a queste domande attraverso una messa in scena originale del capolavoro goldoniano – manifesto di rivoluzione teatrale, tra le più fortunate commedie nella storia del teatro. In La locandiera. A long play – la drammaturgia è di Giulia Asselta – Mirandolina racconta la sua storia prendendo in prestito le canzoni d’amore della tradizione cantautorale italiana, rivisitate in chiave contemporanea e innestate, senza soluzione di continuità, nella drammaturgia goldoniana. Un viaggio tra musica e parole che trasfigura
il testo di Goldoni, esacerbando le dinamiche sentimentali della commedia e mettendone in evidenza il cortocircuito di fondo.
A interpretare questo personaggio vivace, energico e intelligentissimo, una cantante che unisce a una voce particolarissima una forte presenza scenica: Mille, nome d’arte di Elisa Pucci, artista eclettica, dai mille talenti.
In questa versione in musica de La locandiera cogliamo Mirandolina nella condizione vertiginosa di chi, per adeguare il passo al cambiamento del mondo in cui vuole vivere, dovrebbe lasciare indietro un mondo altrettanto grande. Si consuma l’impossibilità di integrare due sistemi di valori in transizione opposta; emerge, allora, una necessaria esigenza di riposizionamento: che senso resta, che ruolo rimane per l’amore, con cui pure ci si trova a fare i conti?
Quello che Goldoni ci presenta come la descrizione di un gioco di seduzione sembra, dunque, suggerire molto di più: una crisi individuale che suona come il riverbero di un mondo che sta perdendo il suo equilibrio e che è prossimo al collasso. E se Mirandolina si fosse innamorata davvero del cavaliere misogino che seduce per sfida? A che cosa avrebbe dovuto rinunciare per seguire il suo sentimento e deviare dalla strada per lei già tracciata? Quali conseguenze avrebbe avuto per i simboli in gioco – le classi sociali, le questioni di genere, la storia stessa della convenzione teatrale – rompere lo schema della commedia?
Lo scopriamo insieme a Mille, in scena insieme al duo La Scapigliatura, già Targa Tenco come migliore opera prima.