di Italo Svevo
regia Valerio Santoro
con Nello Mascia
e (in o.a.) Roberta Caronia, Matilde Piana, Alice Fazzi, Nicolò Prestigiacomo, Massimo De Matteo, Mauro Parrinello, Roberto Burgio, Roberto Mantovani
scene Luigi Ferrigno
costumi Dora Argento
musiche Paolo Coletta
luci Cesare Accetta
assistenti alla regia Nicasio Catanese, Enrico Spelta
produzione Teatro Biondo di Palermo, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Come affrontare la vecchiaia e la decadenza fisica? È legittimo desiderare di ringiovanire? Scendere a patti con il diavolo – e quindi consegnarsi nelle mani dei medici e dei loro esperimenti – o accettare che la vita faccia il proprio corso, accogliendo i mutamenti del nostro fisico e della nostra mente?
L’ultimo lavoro drammaturgico di Italo Svevo (composto tra il 1926 e il 1927) ha al centro queste attualissime domande. Protagonista della commedia è Giovanni Chierici, interpretato da Nello Mascia: un uomo segnato da profonde fragilità ma capace di destreggiarsi nel magma della vita, che nel suo caso è un intreccio di feroce comicità e drammatica ironia. “Ne La rigenerazione – dichiara il regista Valerio Santoro – abbiamo un protagonista ormai avanti con gli anni, che vuole sottoporsi a una ‘moderna’ operazione che gli consenta di tornare indietro nel tempo, di ringiovanire. Da qui nasce il senso del comico e del tragico di cui è permeato tutto il testo, dimensione che cerco di restituire in maniera limpida attraverso la mia regia. Svevo è un maestro nel delineare le crisi e le nevrosi dell’uomo moderno, complice anche il tessuto culturale dei suoi tempi, la nascita della psicoanalisi di Freud e i fermenti sociali dell’epoca. Nasce così l’eroe sveviano: in sintesi, l’uomo con le sue fragilità e le sue inettitudini, di fronte al susseguirsi delle vicende della vita”.