di Jean Genet
regia Guglielmo Ferro
con Nadia De Luca, Fioretta Mari, Francesca Ferro
scene Salvo Manciagli
costumi Sartoria Pipi–Palermo
light design Santi Rapisarda
produzione Associazione Culturale Progetto Teatrando
Stefano Massini torna a Brescia per raccontarci la storia potentissima di Vladimir Putin.
È il 2000 e Putin racconta pubblicamente la sua vita – sarà l’unica volta – in vista delle elezioni presidenziali. È una biografia agghiacciante, in cui non risparmia dettagli di violenza estrema, descrivendosi come un ragazzino teppista cresciuto per strada ma presto votato in tutto alla causa dei Servizi Segreti, da lui vissuti come un miraggio di potere e di controllo assoluto.
Stefano Massini parte da quel materiale e lo unisce a spezzoni di discorsi e conferenze di Putin, oltre che alle rivelazioni di tanti saggi storici e ricostruzioni sulle ombre della sua vertiginosa scalata al potere. Ne emerge un racconto feroce e squassante, sullo sfondo del sistema sovietico in crollo che travolge tutto in un’apocalisse senza fine.
Il testo - pubblicato da Einaudi e in corso di traduzione in 18 lingue - arriva sui maggiori palcoscenici italiani dopo la versione televisiva che nella primavera del 2026 ha visto Massini vestire i panni di Putin in prima serata, con un grandissimo risalto mediatico, per quello che il critico Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha definito “un monologo ipnotico che sventra i meandri della psiche di Putin… un’operazione di rara densità”.