di e con Stefano Massini
musiche di Luca Roccia Baldini
eseguite dal vivo con Mariel Tahiraj
scene Paolo Di Benedetto
disegno luci Manuel Frenda
suoni Andrea Baggio
costumi Elena Bianchini
produzione Teatro della Toscana

Stefano Massini torna a occuparsi di Russia (dopo il successo internazionale del suo testo su Anna Politkovskaja) con la storia potentissima e agghiacciante di Vladimir Putin.

È un racconto del nostro tempo, eppure sembra un dramma storico di Shakespeare: l’ascesa del sovrano, avido di imporsi su tutto e tutti, non ammette limiti e misure, sconfinando nell’ossessione di concentrare nelle proprie mani il controllo, l’ordine, l’urgenza stessa di uno Stato premoderno, fondato sul terrore. È, infatti, un concentrato di violenza e lucidissima ingegneria a portare Putin a scalare tutti i gradi del potere, mentre l’Unione Sovietica crolla intorno a lui con il fragore di un terremoto apocalittico.

Abituato a spiare migliaia di soggetti fin dai tempi della militanza per il KGB, nello spettacolo Vladimir immagina di redigere un fascicolo su se stesso, raccontato con il lessico tecnico dei servizi segreti russi. Nello stile di Massini, prende forma così un materiale scenico di inaudita ferocia, che racconta la scalata di un adolescente teppista fino al vertice del Cremlino, in un susseguirsi epico di incontri, dialoghi, ritratti di personaggi e impressionanti scene di massa in presa diretta sul crollo spaventoso del sistema sovietico.

Fra bande criminali, tumulti e barricate, con lo sfondo della fame che attanaglia milioni di russi, l’agente segreto Putin costruisce metodicamente la sua strada fino al colpo di scena finale.

Tradotto in tredici lingue, il racconto diventa spettacolo, dopo che la Warner Bros ne realizzò nel 2026 un’importante prima serata televisiva, affidata allo stesso Massini.

Teatro Sociale


Partner CTB