da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio
regia Massimo Popolizio
con Umberto Orsini
e con Flavio Francucci e Diamara Ferrero
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
costumi Gianluca Sbicca
video Lorenzo Letizia
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Saviozzi
assistente alla regia Mario Scandale
produzione Compagnia Orsini
Attraverso una percezione del tempo rovesciata, tipica dei sogni, un vecchio attore si trova a rivivere, in un istante senza fine, alcuni momenti della sua vita.
Attende di entrare in scena per recitare da protagonista nel Temporale di Strindberg. Fuori dal suo camerino, il teatro si sta animando: il brusio in crescendo è
una colonna sonora che diventa il pretesto e l’invito, a volte spensierato, a volte commosso, a vagare e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato.
In un incedere senza logica temporale, un suono ne evoca un altro, una risata riporta a un momento di gioia vissuta, un lungo silenzio a una perdita lontana
nel tempo…
Massimo Popolizio restituisce in scena la figura dell’attore, e lo fa con la delicatezza con cui si cerca di svelare un segreto mantenendone il mistero. Ne esce un ritratto d’artista vivido ed emozionante, che si stacca da ogni intento celebrativo. In una scenografia suggestiva, dove il suono e le immagini creano un apparente dialogo col protagonista, assistiamo
al lungo viaggio dell’attore verso quel Temporale che viene vissuto come l’ultima meta.
Colonna del teatro italiano, Umberto Orsini è protagonista di questo toccante spettacolo: si affida a Popolizio per raccontare alcuni frammenti della sua vita d’artista e attraversare così anche la storia del nostro paese, dal dopoguerra a oggi.