La tripla vita di Michele Sparacino

di Andrea Camilleri
adattamento e regia Mario Incudine
con Mario Incudine
e con i musicisti in scena Antonio Vasta e Pino Ricosta
scene Enzo Venezia
costumi Dora Argento
musiche originali Mario Incudine
con la collaborazione di Antonio Vasta
produzione Centro Teatrale Bresciano

A Vigata circola il nome di un misterioso agitatore di folle: Michele Sparacino. È lui, si dice, ad aizzare i lavoratori delle miniere di zolfo e a innescare uno sciopero generale che contagia tutta la città, unendo panettieri e netturbini, maestri e impiegati. In realtà, Michele Sparacino nasce dalla fantasia di Liborio Sparuto, giornalista pigro e bugiardo che, per spiegare ai lettori i fatti che sconvolgono Vigata, inventa di sana pianta la figura di un pericoloso sovversivo.

Il destino vuole però che un Michele Sparacino esista davvero: viene al mondo alla mezzanotte spaccata tra il tre e il quattro gennaio del 1898. Puntualmente fuori tempo e fuori posto, questo povero innocente si ritrova trascinato dentro una vorticosa commedia degli equivoci, diventando senza volerlo il protagonista di una storia che non gli appartiene.

Con la sua ironia affilata e irresistibile, Andrea Camilleri costruisce una vicenda amara e grottesca, troppo crudele per essere vera, eppure troppo verosimile per non diventare lo specchio di una certa Italia. Mario Incudine la porta in scena con il suo stile inconfondibile, dove parola, musica e racconto si intrecciano trasformando la narrazione in una vera e propria favola musicale. Sul palco, accompagnato da due musicisti dal vivo, Incudine dà corpo e voce a un racconto in cui il tragico e il comico si inseguono continuamente, tra ritmo teatrale, canto e momenti di intensa emozione.

La storia di Michele Sparacino parla anche al presente: è una riflessione pungente sul potere dell’informazione e sulla facilità con cui una menzogna può diventare verità. Il protagonista, infatti, si ritrova a vivere una vita da colpevole quando è ancora un bambino, e a essere celebrato come un eroe quando ormai è troppo tardi. In questo irresistibile gioco teatrale, la scrittura limpida e visionaria di Camilleri incontra ancora una volta il talento poliedrico di Incudine (dopo la messa in scena di Cannibardo e la Sicilia e Il Casellante), capace di trasformare la satira in racconto popolare e la storia in emozione condivisa.

Teatro Renato Borsoni


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