D'estate al Chiostro
Teatro sotto le stelle

L’estate del Centro Teatrale Bresciano ritorna nel suggestivo e poetico Chiostro Santa Chiara con un cartellone di
appuntamenti imperdibili!
Protagonisti alcuni dei maggiori artisti della scena teatrale italiana come Lella Costa, che porta a Brescia il suo nuovo spettacolo incentrato sulle figure femminili della Commedia di Dante, e Lucilla Giagnoni, sul palcoscenico insieme alla raffinatissima voce di Antonella Ruggiero. Ugo Dighero ci regala una serata di assoluto divertimento interpretando due grandi monologhi scritti da Dario Fo e Franca Rame mentre Gioele Dix porta in scena un recital colto e ironico dedicato al viaggio di Telemaco alla ricerca di Ulisse. Infine, Michela Murgia, scrittrice tra le più rappresentative della sua generazione, ci racconta dal suo personale punto di vista il Don Giovanni di Mozart.

Grazie alla straordinaria bravura di questi artisti, tra le arcate illuminate del Chiostro, prenderà vita una rassegna pensata per trascorrere insieme l’estate di questo particolarissimo anno che stiamo vivendo.
Vi aspettiamo, per condividere le emozioni del teatro, sotto il cielo stellato della nostra bellissima città!

29 e 30 giugno 2021
MISTERO BUFFO
Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpaja topola
di Dario Fo e Franca Rame
con Ugo Dighero

Un esplosivo Ugo Dighero dà voce e corpo ai personaggi dei due grandi monologhi scritti da Dario Fo e Franca Rame. Un episodio dell’infanzia di Gesù, tratto dai Vangeli apocrifi, e le peripezie di un capraio che improvvisamente diventa ricco sono il cuore di due incredibili storie che, attraverso la poesia e la leggerezza, sanno farci riflettere su importanti temi dell’oggi.

Il primo miracolo di Gesù Bambino è tratto dallo spettacolo Storia della tigre e altre storie del 1977. Dario Fo costruisce questa storia prendendo spunto dai Vangeli apocrifi, in particolare dal protovangelo, dove si narra della vita di Gesù dalla fuga in Egitto fino al momento in cui torna nel deserto. Durante la fuga la sacra famiglia si ferma a Jaffa, dove vagano per la città cercando lavoro. Gesù rimane da solo in mezzo alla strada e tenta di fare amicizia con i ragazzini del posto per giocare con loro ma viene deriso in quanto foresto, un povero emigrante figlio di emigranti che parla un dialetto incomprensibile. Gesù si trova nella condizione del diverso, cerca di vincere il rifiuto che gli altri ragazzini gli oppongono e, pur di farseli amici, di riuscire a giocare e ridere con loro, decide di compiere un piccolo miracolo. Subito i bimbi entusiasti lo eleggono “capo dei giochi”, ma quel divertimento assurdo e fantastico viene distrutto dall’antipatico figlio del padrone della città.

La parpàja topola è tratto da Il fabulazzo osceno del 1982. Narra di un giovane e sempliciotto capraio, Giavan Pietro, divenuto improvvisamente ricco per le ricchezze lasciategli in eredità dal suo padrone. Costui, unico contatto umano di Giavan Pietro, soffriva di una specie di idiosincrasia per le donne ed era in sostanza un misogino paranoico. Il povero pastore, terrorizzato dai racconti del padrone, appena vedeva apparire delle ragazze si andava a nascondere, accucciandosi in mezzo alle pecore. Ovviamente la notizia della sua ricchezza si diffonde velocemente e il poveretto si trova circondato da aspiranti spose. Tra tutte ha la meglio Alessia, che con la sua bellezza vince le paure di Giavan Pietro. La splendida ragazza non disdegna i favori di Don Faina sotto lo sguardo compiacente della madre. Quest’ultima obbliga il prete a trovare un marito alla ragazza prima che sia troppo tardi ed ecco entrare in gioco il giovane, ricco pastore. La prima notte di nozze tutto viene combinato perché il povero Giavan Pietro rimanga a bocca asciutta e faccia posto al prelato, ma l’ingenuità del capraio tocca a tal punto il cuore della ragazza che tutto si conclude in suo favore trasformando il tema “osceno” della storia in una favola poetica di grande purezza e di altissima poesia.

6 e 7 luglio 2021
MATER
spiritualis et corporalis
di Lucilla Giagnoni
con Antonella Ruggiero e Lucilla Giagnoni
Roberto Olzer
pianoforte e organo liturgico
Roberto Colombo vocoder e armonium

Litanie orientali, ritmi arabi, inni sacri cristiani e capolavori della musica classica occidentale combinati con le parole di Calvino, Szymborska, Lispector, Merini, Hillesum, De Luca. A dare voce alle suggestioni frutto di questa potente contaminazione, una cantante sensibile alle influenze della spiritualità di ogni parte del mondo e un’attrice per cui la narrazione ha il significato di una preghiera laica: Antonella Ruggiero e Lucilla Giagnoni.

Due donne, due voci: una cantante sensibile alle contaminazioni di culture lontane e alle influenze della spiritualità di ogni parte del mondo e un’attrice per cui la narrazione ha l’aura ipnotica e seducente di una preghiera laica: Antonella Ruggiero e Lucilla Giagnoni si incontrano in un recital di musica e parole, per dare materia sonora all’idea di Spirito.

Un continuo passaggio di testimone e un canto a due voci: tra litanie orientali, ritmi arabi, inni sacri cristiani e capolavori della musica classica insieme alle parole ispirate ai versi di Italo Calvino, Wislavwa Szymborska, Clarice Lispector, di Alda Merini, di Hetty Hillesum, di Erry de Luca, Ruggiero e Giagnoni compongono un inno alla maternità, con l’immancabile Dante che con il suo canto finale alla Vergine Madre informa di voce femminile tutta la Divina Commedia, mostrando un’alternativa possibile tra il vincere e il perdere: la conciliazione degli opposti, l’armonia dei contrari. Quello che le donne, le madri, da millenni mettono in pratica: far stare insieme quello che insieme non può stare.

13 e 14 luglio 2021
INTELLETTO D'AMORE
 Dante e le donne
di Gabriele Vacis e Lella Costa
con Lella Costa
regia di Gabriele Vacis

Il nuovo spettacolo di Lella Costa ha per protagoniste le figure femminili della Commedia di Dante: Beatrice, ideale d’amore puro e guida spirituale, Francesca, meravigliosa anima imprigionata nel girone infernale, Taibe, prostituta delle Malebolge e Gemma Donati, moglie del poeta e madre dei suoi figli. Lella Costa dà voce alle storie di queste donne, con l’inconfondibile piglio ironico e mordace che la caratterizza.

Nella divina commedia i personaggi femminili non sono molti. Ma quelli che ci sono, sono determinanti. Basti dire che ad accompagnare Dante nel paradiso è una donna: Beatrice. Scelta coraggiosa, perché la donna, in questo modo, assume un ruolo sacerdotale, guida spirituale che precede un uomo nel cammino verso la salvezza. Uno scandalo per il medioevo del sommo poeta. Ma anche oggi, in fondo.

Il racconto scritto da Gabriele Vacis e Lella Costa sceglie alcune tra le donne di Dante e le fa parlare direttamente al pubblico, in modo confidenziale, da prospettive “insolite”. Naturalmente c’è Beatrice, ideale dell’amore puro del poeta, ma anche di tanta gente da settecento anni in qua. E poi c’è Francesca che finalmente ci spiegherà perché Dante l’ha mandata all’inferno insieme al suo Paolo. Ci sarà Taibe, la prostituta delle Malebolge, costretta ad annaspare nel letame per un motivo ben diverso da quella che è stata la sua “professione”. E Gemma Donati, la moglie del poeta, madre dei suoi figli, che spiegherà come si convive con l’ideale amoroso di tuo marito, se non sei tu. La narrazione delle protagoniste della vita artistica e privata del poeta si muove tra gioco e ironia, tenendosi sempre fedele al vero storico e alla larga dalla parodia.
Gabriele Vacis

20 e 21 luglio 2021
VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE

di e con Gioele Dix

Gioele Dix ci racconta di Telemaco, figlio di Ulisse, che nell’Odissea, guidato dalla dea Atena, s’imbarca in un lungo viaggio per conoscere il padre - un’avventura che lo porterà alla consapevolezza di sé e del proprio destino.
In un recital vivace, fra simboli, parafrasi, suggestioni colte e fine ironia, Gioele Dix ci accompagna in una storia paradigmatica, che racconta la sorte di tutti i figli costretti a combattere per meritarsi l’eredità dei propri padri.
All’inizio dell’Odissea, Ulisse è assente e lontano. A Itaca, nessuno sa se sia ancora vivo e se mai farà ritorno. Persino fra le vette dell’Olimpo regna l’incertezza, e gli dei discutono a lungo sulla sua sorte. Omero, come il più navigato degli sceneggiatori, sceglie di ritardare l’entrata in scena del suo primo attore. E con lui, l’apparizione di personaggi e avvenimenti strabilianti che renderanno indimenticabile il suo viaggio: la maga Circe, il ciclope Polifemo, il canto delle Sirene, la discesa nell’Ade, gli incantesimi della dea Calipso. Tutto accadrà – o meglio, verrà rievocato da Ulisse in una sorta di lungo flashback – dal quinto canto in poi.

Nei primi quattro canti dell’Odissea si racconta di un altro viaggio, meno spettacolare, ma altrettanto determinante, quello del figlio di Ulisse alla ricerca del padre. Un breve, ma intenso romanzo di formazione in cui il figlio del protagonista prova a uscire dall’ombra e imparare a crescere. Ispirato e guidato da Atena, la potente dea dagli occhi celesti, Telemaco parte da Itaca sulle tracce dell’illustre e ingombrante genitore che non ha mai conosciuto. Prima a Pilo, poi a Sparta, in un lungo itinerario per mare e per terra fitto di incontri rivelatori, il giovane prenderà consapevolezza di sé e del proprio destino. E quando, nel sedicesimo canto, Ulisse e Telemaco finalmente si incontreranno, l’eroe invecchiato e sfiancato da una guerra inutile abbraccerà commosso il giovane uomo cui cedere il suo scettro. La figura di Telemaco incarna dunque la sorte di tutti i figli costretti a combattere per meritarsi l’eredità dei propri padri.

In Vorrei essere figlio di un uomo felice, Gioele Dix racconta e approfondisce con il suo inconfondibile stile una vicenda letteraria e umana fitta di simboli, leggendo, parafrasando, commentando. Un recital vivace e documentato, fra suggestioni colte, rimandi alla contemporaneità e tratti di feroce ironia.

27 e 28 luglio 2021
DON GIOVANNI, l'incubo elegante

di e con Michela Murgia
Giancarlo Palena
fisarmonica

Don Giovanni, Leporello, Don Ottavio, Anna, Elvira, Zerlina: i protagonisti dell’opera di Mozart su libretto di Da Ponte portati in scena da una delle scrittrici di punta della scena contemporanea. Analizzando il gioco delle coppie mozartiano cui fa eco la fisarmonica di Giancarlo Palena, Michela Murgia ci trascina in un’acuminata riflessione sui rapporti tra universo maschile e femminile, confessandosi a un invisibile interlocutore: lo psicanalista.

Michela Murgia torna al teatro portando in scena una sua personale passione: il melodramma.
Melomane esperta, Murgia riscrive il Don Giovanni di Mozart mantenendo inalterati i personaggi principali del libretto di Da Ponte: ritroviamo quindi, oltre il noto protagonista libertino e bugiardo, anche il suo incauto assistente Leporello e il serioso Don Ottavio a ricalcare gli stereotipi, ancora presenti nel mondo contemporaneo, dell’“essere maschio”.
L’universo femminile è invece incarnato da tre donne molto diverse l’una dall’altra, quasi a rappresentare tre archetipi comportamentali: Donna Anna, esempio di rigore morale e ossequio delle tradizioni, Elvira, tradita e costantemente beffata da Don Giovanni ma illusoriamente convinta di poterlo redimere, e Zerlina, donna curiosa che armata di malizia intende affacciarsi al mondo con comportamenti frivoli e infantili.

Michela Murgia intrattiene un racconto evolutivo trascinandoci nella sua seduta psicanalitica, accompagnata dalla fisarmonica di Giancarlo Palena.
Attraverso la descrizione dei personaggi dell’immortale opera mozartiana, svela la sua esperienza e la sua posizione in tema di rapporti di coppia, amore, sesso, rabbia, rancore.
Un monologo o, più profondamente, un dialogo con un interlocutore invisibile e quanto mai presente: lo psicanalista cui possiamo chiedere e confidare tutto. Con lui, in maniera immaginaria e immaginifica come davanti ad uno specchio, Murgia riflette sulle infinite sfaccettature della psicologia maschile che incontra – e si scontra – con l’universo femminile, in un dissidio ancora irrisolto.

 

Tutti gli appuntamenti iniziano alle ore 21.30 e si svolgono al Chiostro Santa Chiara

Il CTB ringrazia per il fondamentale sostegno il Comune di Brescia e per la preziosa collaborazione l’Università degli Studi di Brescia.

Biglietti
intero € 15,00
ridotto* € 13,00 Riservato a giovani sotto i 18 anni di età
abbonamento 5 spettacoli € 60,00

È possibile utilizzare i voucher erogati negli scorsi mesi, previo accordo con la Biglietteria.

Modalità di acquisto
Dal momento che i posti disponibili sono limitati, è possibile (e consigliabile) l’acquisto in prevendita.

Abbonamenti in vendita dall’8 al 13 giugno compreso
Biglietti in vendita a partire dal 15 giugno

Biglietteria del Teatro Sociale Via F. Cavallotti, 20 - Brescia
t. 030 2808600; biglietteria@centroteatralebresciano.it
Da martedì a venerdì 10.00-13.00/15.00-18.00 - sabato 15.00-18.00 - domenica 15.30-18.00 (solo nei giorni di spettacolo)

Biglietteria telefonica
È possibile l’acquisto con carta di credito (pagamenti via link) contattando telefonicamente il numero 376 0450011, attivo negli stessi giorni e orari della biglietteria del Teatro Sociale.

Online
Sul sito vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito vivaticket saranno in vendita esclusivamente i biglietti singoli, a partire dal 15 giugno.
La biglietteria del Teatro Mina Mezzadri è aperta solo le sere di spettacolo a partire dalle ore 20.30, esclusivamente per la vendita dei biglietti dello spettacolo in programma per la sera stessa.

Modalità di accesso al Chiostro
L’accesso al Chiostro avviene dal Teatro Mina Mezzadri. L’ingresso del pubblico, i percorsi di entrata ed uscita al Chiostro, la disposizione delle sedute e del palcoscenico sono realizzati nel pieno rispetto di tutte le linee guida e le prescrizioni di sicurezza stabiliti dalle Autorità competenti in ambito nazionale e territoriale, per garantire agli spettatori, al personale di sala e agli artisti la piena tranquillità nello svolgimento di tutte le fasi della serata di spettacolo.

Chiostro Santa Chiara del Teatro Mina Mezzadri