IL DELIRIO DEL PARTICOLARE

di Vitaliano Trevisan
regia Giorgio Sangati
con Maria Paiato

e con Carlo Valli e Alessandro Mor
scene Alberto Nonnato
costumi Gianluca Sbicca
musiche Michele Rabbia
luci Cesare Agoni
assistente alla regia Valeria de Santis
produzione Centro Teatrale Bresciano e Teatro Biondo di Palermo

Nel novembre del 1978 a Sendai, in Giappone, muore cadendo da una scala Carlo Scarpa, uno dei più grandi maestri di architettura del '900.

A distanza di qualche decennio l'anziana vedova di un ricco imprenditore torna, accompagnata da un badante, nella sua villa su un lago progettata proprio da Scarpa insieme al cimitero di famiglia fatto costruire dal consorte, perché a mio marito non bastava una tomba, o una cappella di famiglia, cimitero dove è sepolto per sua volontà anche l'illustre architetto.
La donna non mette piede nella casa da anni, e da anni è tramontato anche il mondo economico e culturale di cui è stata protagonista insieme al marito: la produzione di elettrodomestici di design, i salotti mondani con ospiti i maggiori esponenti dell'arte, della letteratura e della musica del momento. Tutto finito, e forse, come la fabbrica, anche la villa sarà venduta.

Nella vasta casa, in una sorta di ipnotico flusso di coscienza, la signora ripercorre la sua vita: il suo passato di attrice teatrale, l'abbandono della carriera per sposare il ruolo di moglie e poi di madre e il rapporto strettissimo, quasi morboso, con il grande architetto.
Nel tempo sospeso di questo soggiorno, la vedova incontra anche un professore di storia dell'architettura che sta scrivendo un saggio su Scarpa: lui le svelerà l'enigma di Sendai, lei gli consegnerà alcuni preziosi disegni del maestro.
Nel serrato alternarsi di soliloqui, silenzi e dialoghi tra i due personaggi, emerge sempre più nitido e al tempo stesso indecifrabile il ritratto di un uomo eccentrico e geniale, ossessionato dal dettaglio e dal controllo (il delirio del particolare, appunto); un regista capace di giocare con lo spazio e con il tempo, di sfidare – attraverso la creazione di un poema frammentario in forme architettoniche – il mistero della morte.

Sarà una scrosciante pioggia, nel finale, a sciogliere inaspettatamente l’enigma di un’arte e di una vita criptiche, rivelando il senso recondito di una ricerca artistica straordinaria: intrecciare la vita con il suo disfarsi, la natura con l’architettura, attraverso la melodia inesausta delle cose…
Vitaliano Trevisan firma un testo metafisico, dove il racconto del magistero di Scarpa diviene un meraviglioso pretesto per svolgere una malinconica, struggente riflessione sull’arte e sulla fine.
Firma la regia un giovane fuoriclasse come Giorgio Sangati, che si avvale di due eccellenti attori come Carlo Valli e Alessandro Mor e di un’artista di immenso talento come Maria Paiato, vincitrice nel 2019 del premio Ubu. Il testo ha vinto il Premio Riccione nel 2017.

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