di e con Lucilla Giagnoni
collaborazione ai testi Maria Rosa Pantè
musiche Paolo Pizzimenti
luci e video Massimo Violato
produzione Centro Teatrale Bresciano, TPE - Teatro Piemonte Europa

Nel suo nuovo spettacolo Lucilla Giagnoni porta a compimento il lavoro condotto negli ultimi anni attraverso la Trilogia della Spiritualità e la Trilogia dell’Umanità, di cui Magnificat è il pannello conclusivo.
Un viaggio avvincente attraverso la storia e gli archetipi del pensiero umano - dalla Bibbia a San Francesco, dai miti classici a Dante - alla (ri)scoperta del principio femminile come armonia e forza rigeneratrice del mondo.
"Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra matre terra", scrive San Francesco nel suo Cantico. Perchè Terra è forza generatrice, è Humus, da cui la parola Homo, e non invece Donna che viene da Domina, Signora, quasi a compensare con un titolo ciò che non è, o non è ancora.
Come d’altro canto non è ancora che Homo conosca e pratichi l’Humilitas: l’umiltà, cioè l’essere vicini all’Humus, e quindi in armonia con la Terra.
E umiltà è tra le prime parole di una preghiera/poesia ancora più antica: il Magnificat: «Il mio spirito esulta in Dio mio salvatore perché ha guardato l’umiltà della sua serva». Maria: proprio perché Serva è Signora e Regina, Vergine e Madre: «D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata».
Femminile e Maschile, archetipi all’origine di ogni pensiero conscio e inconscio, substrato di tutta l’umanità. Diverse e complementari, queste due forze negli ultimi millenni sono state messe in contrapposizione, facendo sì che il Maschile soffocasse sempre più il Femminile, creando una condizione votata alla distruzione, di conflitto perenne, spacciato per inevitabile e connaturato all’essere umano.
Ma solo se dalla Terra riemergerà il Femminile ci sarà una possibilità per tutti di futura convivenza, non solo nella sopravvivenza, ma nella beatitudine, cioè nella felicità.

Teatro Sociale